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STATO [BOZZA] Questo articolo è ancora in fase di bozza. Va inteso come anteprima.


Vi raccontiamo una storia… Un giorno ci incaricarono di costruire un kit di immagine coordinata ( banalmente descrivibile come: insieme di file e grafiche che rappresentano un’azienda al pubblico ) per una banca. Il logo era già stato composto da terze parti e, nonostante non lo avessimo studiato noi, non era male. Basandoci sul quel logotipo e sulle mire di business della banca stessa abbiamo sviluppato il restante e il risultato finale divenne inaspettatamente eccezionale. Tuttavia, nonostante l’impegno di due aziende diverse tra loro con specialisti di settore con punti di vista altrettanto diversi e che hanno unito le forze… Alla presentazione del progetto il “direttore supremo” si impegnò al massimo per bocciarci parte della proposta al fine, e con la massima convinzione, di inserire il “color salmone”, possibilmente in bella vista e come sfondo, unicamente perché richiamava le origini dell’impresa (o le sue?). Rimanemmo basiti dalla richiesta, anche solo per le più basilari nozioni sulla comunicazione visiva mandate al rogo con così tanta leggerezza.

“Ehi ma lo sai che hanno acquisito un grafico che ha modificato il vostro lavoro?”
“Davvero? Lo sanno che non si può fare? Ma cosa hanno richiesto di nuovo?”
“Non lo so… Ma sembra che il direttore supremo abbia insistito ancora sulla questione del salmone. Il nuovo grafico, poverino, l’ha
applicato sotto lo sfondo di ogni vostro lavoro, lo sai?
Ora la gente passa sotto casa chiedendosi se ha aperto un nuovo supermercato! Incredibile!”

Incredibile, si… ma tutto vero. Cosa ci insegna questa esperienza? In primis che non si hanno sempre le nozioni necessarie per comprendere le conseguenze delle nostre scelte, quindi è bene munirsi e fidarsi dei giusti professionisti che si hanno vicino e che sono pronti a darti il meglio che possiedono tra le loro abilità. In secondo luogo che è necessario costruire con attenzione anche, e soprattutto, quel che non si capisce pienamente e si è inclini a pesarla come “cosa di prassi” ( spesso, ad esempio, il logo è un oggetto di business sottovalutato con molta leggerezza ) quando invece risulterà avere molta importanza sul finale delle aspettative di successo generale. In ultimo che, il color salmone su un logo verde non è proprio il massimo se tratti di denaro invece che alimenti, altrimenti i clienti che entrano chiederanno dove sono pane e capperi invece che farti dei bonifici ( smorziamo un po’ ).

Ed ecco che arrivano le prime affermazioni spinose, dal tono quasi presuntuoso ma doverose a dirsi per una corretta istruzione sul come si opera seriamente: Bisogna essere umili! Abbracciare il proprio lato umano e considerare che non si tratta di un gioco ma di costruire qualcosa per sé stessi, per gli altri e, soprattutto, con gli altri. Perché come abbiamo detto nel capitolo precedente questo è un mondo fatto di rotelle che devono girare e non è possibile essere esperto in tutti i settori contemporaneamente ( hai mai visto i titoli di coda di un film? ), quindi è necessario saper fare bene il proprio tanto quanto comprendere che è necessario abbandonare le proprie convinzioni e affidare il lavoro ad altri esperti di e con fiducia.

La storiella di cui sopra è solo una tra le mille da poter raccontare. Esistono molte casistiche sul quale si potrebbe discutere delle debolezze umane che prendono con troppa leggerezza ciò che andrebbe fatto ad hoc o, peggio ancora, di situazioni che non dovrebbero proprio esistere! Proviamo, quindi, a fare una piccola check-list di quello che assolutamente sarebbe da evitare, o comunque da sapere, sotto queste tipologie di situazioni legate del tutto a meri aspetti umani:

  • In moltissime situazioni è la propria stessa incapacità a far naufragare i progetti. Esiste una regola di psicologia e marketing chiamata “effetto IKEA” che spiega come sia, per un qualsiasi utente di qualsiasi progetto imprenditoriale e non, di estremo gradimento metterci del proprio nelle cose che si stanno costruendo. È vero questo quanto il fatto che bisogna comprendere la regola opposta: se non si è esperti di un settore non si è semplicemente capaci di affrontarlo sotto il giusto punto di vista (e non bisogna pensare di esserlo a proprio gusto!). Un esempio pratico vissuto sulla nostra pelle è il progetto “youmywine”, presente nel nostro portfolio, un servizio digitale che avrebbe dovuto affrontare il mercato della delivery nel settore di compravendita vinicola in modo nuovo e alternativo… forse troppo. Il cliente mise troppo delle sue idee nel progetto rispetto ai nostri consigli basati sullo standard di mercato ed il tutto naufragò negli abissi del web in poco tempo.
  • Sciogli dalla mente l’idea che “a te serva qualcosa che…”. Non centri tu personalmente o la tua visione di come funzionino le cose, ma il meccanismo reale del tuo progetto rispetto al contesto nel quale stai per applicarci un’idea. Un esempio pratico di questa problematica è chi apre un e-commerce senza aver tirato su prima una buona community lavorando su un’ottima comunicazione aziendale. Non è che non si abbia per forza successo ma è terribilmente più difficile perché, se ci pensi, non esiste alcun chi già disposto ad acquistare e garantire fiducia al tuo brand, non conosciuto e senza reali recensioni (tratteremo meglio l’argomento più avanti). Una versione più corretta di pensiero è domandarsi: “cosa dovrei fare per migliorare gli interessi del mio progetto?” comprendendone le conseguenti ipotetiche verità pur non essendo in linea con quel che si credeva inizialmente.
  • Asap è l’acronimo inglese di As Soon As Possible ovvero al più presto, appena possibile (il famoso “mi serve per ieri”). È una delle piaghe più conosciute del settore e sopravvive come una letale infezione perché esistono professionisti che, pur di sopravvivere, abbracciano questa “cancrena lavorativa”. Non esiste qualità senza i giusti tempi e, sorvolando su casi specifici e bisogni aziendali/progettuali momentanei, l’obiettivo di ognuno di noi sarebbe quello di migliorarsi, non regredire. Passare da incarichi ed idee poco curate e fatte al volo che portano solo problemi, nessun risultato e mal di testa, a progetti veri e propri, questo è l’obiettivo. Costruire modelli di lavoro educati è un dovere se vuoi trattare con il digital moderno e, su questo, lo stesso ti offre moltissimi vantaggi (vedi ad esempio i software gestionali che possiamo, altresì, realizzare per te qui in azienda). Mira a prendere ogni tuo progetto come tale, non come un “lavoretto” o “quick win”. Per intenderci chiaramente ti cito un collega: “Vedo troppe persone lavorare come se avessero una bancarella al mercato invece che un’agenzia vera e propria, con una mentalità pulita ed azioni ben settorizzate. Tra fare il mercatino e fare business c’è un abisso enorme.”
  • In un qualsiasi progetto è necessario non dare mai nulla per scontato. Può sembrare banale ma fin troppo spesso capita che si pensi che ciò che è nella propria testa sia chiaro per tutti o che il metodo di realizzazione di qualcosa si banalizzi lì dove invece possono nascere delle criticità importanti. Nella testa di chi pensa senza conoscere un settore nei suoi dettagli la mente fa apparire tutto come chiaro e semplice, alla pratica invece non è detto che lo sia, soprattutto se parli di sistemi legati all’informatica e il digital.
  • Ricorda che “Le disgrazie sono tegole che cascano sul capo dei Re come su quello dei sudditi” (cit Charles Perrault). Semplicemente, indipendentemente dal successo inziale, alcune volte si sente di grandi aziende o startup sull’orlo del tracollo finanziario che puntano il dito contro le tecnologie per giustificare i propri fallimenti. Secondo noi, la più vicina delle verità è che si pensa troppo spesso di avere idee geniali (capita a chiunque) sullo sviluppo di un prodotto orientato al digital senza avere una base concreta che lo dimostri. Viviamo nell’epoca dei “big data” dove l’informazione e la statistica sono coloro che aprono le porte ai grandi business….  poco centra il proprio credo interiore. Non vogliamo toglierti l’entusiasmo, non è detto che una tua potenziale idea per la quale stai leggendo tale articolo non sia effettivamente geniale, ma semplicemente chiarire che è sempre bene fare almeno un’analisi di settore e uno studio di fattibilità con degli esperti prima di affermare qualcosa come verità assoluta.
  • Quando si parla di digital si intendono una moltitudine di esperti su diversi settori della tecnologia e dei media, dell’informatica, del marketing e della grafica computerizzata e vien da se comprendere come sia totalmente impensabile che esista una sola figura professionale o programma capace di fare tutto in poco tempo o con soli due click. Sarà altresì chiaro nel proseguire questa guida come sia necessaria la massima competenza in merito ad anche uno solo dei settori in carica e quanto conti la qualità e lo studio di ciò che si fa rispetto ad altro.
  • Citando un cliente arrabbiato: “Ma possibile che ci voglia tutto questo tempo e questo danaro alle soglie del 2020?!”. Certe volte, si. Nominiamo spesso il termine “sistemone” per identificare un ipotetico meccanismo magico che ti risolva i problemi ma che, alla fine, è una mera finzione, una fantasia per i più deboli. Sappi che non esiste una “formula assoluta” o una “tecnica magica” capace di essere valida sotto ogni punto di vista (almeno nel digital è così) e che questo è, a tutti gli effetti, un campo estremamente difficile da trattare. Ogni tecnologia ha pro e contro e non esiste un qualcosa che sia capace di dare risultati in pochi giorni, con il fai da te o gratuitamente (guarda, ad esempio, gli innumerevoli siti free che non portano alcun beneficio o traffico alla propria attività). Quando si parla di mettere in piedi un progetto bisogna comprendere che ci sarà un iter di sviluppo da studiare che porterà ad un’approfondita analisi delle potenziali criticità ed esperti da consultare.
  • Concludiamo con il fatto che, nonostante ogni progetto può avere più versioni e varianti, non avere una panoramica d’insieme sulla versione in corso non porta alcun tipo di risultato. Una delle motivazioni che ci ha spinto a sviluppare questa guida è appunto quella di dare una panoramica su ciò che un’azienda/progetto dovrebbe considerare nel suo insieme al fine di procurarsi una checklist valida nella maggior parte dei casi.

Ci sono poi una serie di conseguenze alle proprie idee sbagliate durante la realizzazione di un progetto multimediale e digitale che sarebbe veramente lungo descriverle tutte in un singolo capitolo, quasi ci si potrebbe scrivere un libro universitario (di fatti esistono appositi libri di studio in merito che utilizziamo nel nostro lavoro). Ti veniamo lo stesso in aiuto qualora volessi approfondire la cosa… Nei nostri contratti per le progettazioni multimediali multi settoriali, ovvero quando un cliente ti chiede molte parti del digital che andranno coordinate per un singolo progetto o idea di business, più avanzati c’è una clausola che dichiara di aver preso nota ed accettato le linee guida e i limiti di direzione progettuale. Le stesse linee guida puoi leggerle sul sito [QUI] o scaricale direttamente [QUI] e sono un valido anche se pesante, elemento di espansione a questa discussione

Si, so cosa stai pensando, già qua sembra tanta roba e, magari, non hai nemmeno tempo. Sappi però che per tua fortuna siamo sempre a disposizione qualora ti servisse supporto sulla progettazione delle tue idee digital e che puoi contattarci in diversi modi da questo stesso sito o sui nostri canali social (uno dei tanti vantaggi del digital).

In alternativa… nel prossimo capitolo tratteremo il primo tra gli step che descrivono questo mondo: il digital.

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